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Carcere

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Resoconto 1

Ascolto, devozione, curiosità, confronto, crescita e apertura. Sono 6 parole con le quali sinteticamente descrivo l’esperienza di Mercoledi 23 Settembre, quando assieme a Stefano, Simone e Stefania, accompagnati da Don Gabriele, Don Paolo e Cesare Cerrone siamo stati alla cappella del carcere. Il motivo? la presenza del crocifisso di San Damiano e della Madonna di Loreto.

Si è letto assieme ai detenuti la parola di Dio e oltre alla preghiera personale noi giovani abbiamo portato le nostre testimonianze (GMG a Madrid, giro ad Assisi, incontro a Torino, visita in Terra Santa…). Si è trattato di temi quali il perdono, il volontariato e la fede.

Sono rimasto colpito dall’attenzione che i detenuti ci rivolgevano, interessati alle nostre esperienze. Perché la Parola di Dio può arrivare ovunque, ha mille modi per giungere ai cuori delle persone, nessuno escluso, e tocca noi saperla accogliere con apertura e sensibilità. Forse è proprio dove si pensa che Dio non ci sia, che invece è presente in maggior modo.

Andrea

Resoconto 2

Cari amici della Parrocchia di S. Paolo in Biella,

grazie per averci portato in carcere il Crocifisso d San Damiano del XII secolo e la Madonna nera che si trova nella casa di Maria a Loreto. Entrambi saranno portati a Cracovia per la GMG del 2016; è stato un privilegio averli tra di noi.

Nella nostra epoca postcristiana in cui i giovani non sono atei ma agnostici perché vivono come se Dio non esistesse, non pregano, non si accostano ai Sacramenti e non frequentano la S.ta Messa domenicale bisogna ritornare a Gesù Crocifisso e Risorto; ai suoi insegnamenti, alla sua morale.

Dostoevsky diceva: “Senza Dio tutto diventa lecito”. Ed è la verità. Il Decalogo e le otto beatitudini sono insegnamenti perenni senza i quali l’uomo è smarrito e vive nell’oscurità della fede. Nella nostra società liquida (Z. Bauman) c’è un edonismo gaudente, un libertinismo sessuale, un relativismo pratico (papa Francesco) e sono diffusi lo scetticismo, il razionalismo, il nichilismo, l’individualismo, il soggettivismo (tutti ISMI) che negano Dio, l’anima e l’aldilà (neopositivismo logico) e lo scientismo (la scienza sopra tutto, da per tutto, prima di tutto).

A Cracovia, nella terra di San Giovanni Paolo II, dite la nostra ammirazione per questo grande Papa, dite che gli abbiamo voluto bene e che sarà sempre nel nostro cuore per l’esempio che ci ha dato fino al sacrificio degli ultimi giorni. E ditegli che non lo dimenticheremo mai!

Ora abbiamo papa Francesco che vuole una Chiesa dei Poveri con preti e vescovi santi, con religiosi che non siano legati al potere – denaro – successo. Una Chiesa senza “avanzi” senza “scarti” ma di persone con la dignità umana (Laudato si’).

Grazie a don Gabriele, alla Parrocchia e a voi due amici per avere permesso la realizzazione di questo evento.

SEZIONE 2°

Giannino Alberto

Resoconto 3

Vi scrivo queste poche righe a nome di tutti noi detenuti del carcere di Biella (2° piano) Partirei innanzitutto dal ringraziarvi per il tempo che ci avete donato venendoci a trovare qui nella piccola casa del carcere, e di averci dato la possibilità di ammirare e, nello stesso tempo, pregare vicno alla croce di san Francesco e alla statua della Vergine nera oltre che a farcene conoscere la storia. Sono stati momenti interessanti e sentiti, nei quali si è letto e spiegato il Vangelo, si è cantato insieme e conosciuto la grande amicizia tra due ragazzi umili e simpatici, amicizia che sicuramente unisce tutti voi con il grande e simpaticissimo sacerdote. Mentre guardavo voi ragazzi non vi nascondo di aver provato un po’ d’invidia, non certo quell’invidia che proviene dal Maligno, ma un’invidia santa.

Riflettevo e pensavo che se anche noi qui reclusi avessimo avuto in giovane età il dono della fede che in voi traspare, forse, anzi sicuramente, oggi non saremmo qui. Ma il Signore, si sa, ha i suoi tempi e si vede che il nostro treno che porta alla fede portava un bel po’ di ritardo. Ma come si dice, “non è importante l’orario in cui arriverà quel treno, ma è importante che quando arriva lo si riconosca e una volta saliti si faccia quell’ultimo viaggio verso la destinazione celeste.

Vi auguriamo tutto il bene possibile e vi incoraggiamo nel proseguire nel vostro cammino. In questo tempo in cui la fede è messa a dura prova, in cui la Chiesa vive l’abbandono di molti fedeli, voi e solo voi giovani cristiani cattolici potete tenere sempre accesa quella luce che come un faro illuminerà il cuore delle persone che incontrerete sul vostro cammino.

Vi salutiamo con tanto affetto.

I detenuti del 2° piano del carcere di Biella

Donato Greco

 

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