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Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 37-40)

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

 

Commento

Il Vangelo di Giovanni oggi si apre con un “Tutto”, un tutto che ci spiazza e che non potrebbe essere meglio posizionato. In questo passo del Vangelo, infatti Giovanni, non ci parlerà solo del
presente, del passato e tanto meno del futuro ma bensì di una Promessa che si protrae nei secoli. Per carpire il messaggio di Giovanni ci si deve calare ai tempi di Gesù nei quali le folle rimanevano sbalordite e confuse dalle se parole ed esempi che per quel periodo risultavano incomprensibili. Per questo motivo, come riporta bene Giovanni, Cristo per rendere meglio il messaggio enuncia la Promessa giocando tra due versanti della stessa valle, uno è quello del Tempo mentre il secondo è certamente quello della Volontà. Il primo aspetto che salta all’occhio è l’uso dei verbi che come in una danza si alternano tra un passato che ha molto di futuro e di un presente che profuma di eterno. Ci racconta che c’è tempo per dare e tempo per ricevere, tempo di per mandare e tempo per accogliere, tempo per vedere e tempo per credere. Un elenco di verbi che è incalzante e a tratti difficile da comprendere ma che ci vuole fare riflettere sull’importanza del vivere, un vivere che deve essere pieno di passione e di amore che deve possedere un’autentica originalità (scusate il giro di parole). Il monito di Gesù è appunto che non si deve perdere “nulla di quanto Egli ci ha dato”. Nell’altro versante c’è la volontà divina cioè azione intenzionale di Dio a intraprendere un percorso bello e sincero con noi che ha uno scopo ben preciso e limpido. Gesù non si risparmia a ripetercelo e non ci da modo di dimenticarci che Lui è qui per noi, nelle nostre case, nei nostri sorrisi e persino nelle nostre lacrime e tutto quello che gli è stato dato tornerà al Padre suo. Conclude poi il discorso con dei verbi che ricordano in parte ciò che succederà a Tommaso: vedere e credere. Gesù si comporta nello stesso modo come in Giovanni 20,24-29: « “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!” Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!” Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati coloro che non videro e tuttavia credettero!” ». Anche noi abbiamo modo di incontrarlo nei nostri animati, nei nostri parenti o magari anche solo nel nostro prossimo per strada ma spesso siamo distratti e disattenti…Ragazzi noi crediamo in una religione nella quale il nostro Dio si fa uomo e messaggio di speranza, non si tira indietro anzi fa un passo verso di noi per dirci che non siamo soli. Dimenticavo un elemento importante, in mezzo ai due versanti della valle scorre un torrente d’amore che ci dona un’energia di fonte trasparente e avvolgente; è la Promessa di vita Eterna!

 

Ted

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